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  • Valpolicella, un vino veronese

    In Valpolicella Classica si trovano alcune delle cantine più storiche del Veneto. 

    La Valpolicella è costituita dalle colline e dalle valli a nord della città di Verona, e si estende dalla valle del fiume Adige sul suo lato ovest fino ai territori vulcanici della zona di produzione del Soave ad est. 

    Secondo la tradizione il nome deriverebbe dal latino Vallis poli cellae, ossia valle dalle molte cantine, a riprova dell’antichissima vocazione vitivinicola che risale a prima dell’epoca romana.

    Negli ultimi 20 anni il vino della Valpolicella è cresciuto in maniera esponenziale e la sua fama è diventata ormai internazionale. Se prima i rossi Valpolicella erano dei vini scialbi e leggeri ad oggi sono diventati dei prodotti di prima qualità, considerati anche dai grandi sommelier precisi, eleganti e dotati di grandissima bevibilità!

    Questo vino viene prodotto con uve fresche, pigiate e fermentate subito dopo la vendemmia e imbottigliate poco dopo. 

    La sua gradazione alcolica è compresa tra i 12-13 gradi e va bevuto entro 4-5 anni dall’imbottigliamento.

    La Valpolicella è il classico vino da pasto, ideale per coloro a cui piace accompagnare il pranzo e la cena con un buon bicchiere di rosso, piacevole ma senza troppe pretese. Se bevuto leggermente freddo si dimostra anche un ottimo accompagnatore per gli aperitivi, da gustare insieme a salumi e formaggi freschi.

    A Verona e nei paesini limitrofi viene anche servito come vino della casa.

  • Gewurztraminer Concerto Grosso 2019

    A ottobre 2020 è stato nominato come miglior vino italiano del mese: il Gewurztraminer Concerto Grosso 2019.

    Questo vino è stato prodotto da una cantina molto importante e significativa, capace di regalare moltissime emozioni in tutti vini che produce. La cantina in questione è Elena Walch. Una cantina che prende il nome di una donna, definita come la regina del vino del Trentino-Alto Adige.

    Walch è una delle prime donne del panorama enologico italiano e tra le più importanti personalità vinicole dell’Alto Adige. Opera nel settore da più di 30 anni e in questo lungo periodo ha guadagnato una fama e un prestigio mondiale. La sua cantina è riconosciuta per l’altissima qualità e la bellezza dei suoi vini, con un tocco di femminilità che rende tutti i suoi vini di un’eleganza impeccabile.

    La cantina ha una storia molto lunga, di circa 150 anni, che la Walch ha preso poi in eredità trasformandola e valorizzandola in maniera eccezionale.

    Il vino premiato è il Gewurztraminer Concerto Grosso 2019, un vino prodotto da una delle poche uve che si definiscono puramente aromatiche, ovvero il Gewurztraminer. Segue una maturazione nelle vasche d’acciaio per qualche mese a Termeno e questo vino si offre alla vista con un giallo paglierino frizzante, con una certa tonalità dorata e trasparente (colore tipico dei vini giovani). Al naso possiamo riscontrare una grande pulizia degli odori, caratteristica fondamentale per giudicare la qualità; intense sensazioni di uva, rosa bianca e miele di primo impatto, a seguire si notano pesca, mela, frutta esotica, pera, un bellissimo tocco di agrumi, frutta candita e il profumo elegante della foglia di salvia. Una complessità aromatica tipica del Gewurztraminer.

  • Il Chianti

    “Fra orti, giardini e ulivi regolati dall’arte amabile del potare che si snodano sui colli vie così in pace che sembrano dimenticate, dove si procede fra meravigliose scoperte di cose sempre uguali e sempre impreviste” – Bino Samminiatelli

    Oggi ci troviamo in Toscana, precisamente tra le incantate colline che uniscono Firenze a Siena, nota tra gli appassionati di vino d’eccellenza come zona Chiantigiana. Infatti, in questo luogo dove sono sorti borghi, cantine e storie centenarie è nato uno dei vini più famosi e apprezzati nel mondo: il Chianti.

    Il Chianti ha colore rubino brillante, tendente al granato e odore profondamente vinoso. È prodotto in 70 mila ettari di territorio; deve essere invecchiato per almeno 11 mesi ed avere una gradazione alcolica minima di 12°.

    Il protagonista indiscusso del Chianti Classico è il Sangiovese di qualità superiore, presente in percentuali che possono andare dall’80 al 100%. Sono presenti anche uve a bacca rossa, come il Canaiolo,Colorino, Cabernet Sauvignon e Merlot. Infine due uve a bacca bianca come Malvasia e Trebbiano.

    La parola d’ordine quando si parla di Chianti è freschezza. I vini sono rotondi, freschi, leggeri ma molto equilibrati alla degustazione. Quando lo si assaggi è possibile notare spiccati profumi di ciliegia, mora, sottobosco, con una struttura sfaccettata, ma mai troppo corposi, cosa che li rende incredibilmente versatili nell’abbinamento con il cibo.

  • Monte Bernardi

    Visitando Monte Bernardi, al di là dell’impressionante bellezza naturale dei dintorni, si rimane colpiti dalle meravigliose vigne che si estendono per 15 ettari, con viti che per un terzo hanno più di 45 anni di età. La tenuta fu originariamente acquistata nel 1988 da Stak & Sharon e il primo vino fu prodotto nel 1992. La famiglia Schmelzer acquisì Monte Bernardi alla fine del 2003 investendo fin da subito sia nelle vigne che in cantina. I fratelli Schmelzer, Michael che gestisce la produzione e la sorella Jennifer la parte commerciale, si impegnano quotidianamente per realizzare un marchio e un vino tra i migliori al mondo.

    I vigneti sono situati in terreni ricchi di galestro, ben esposti e ventilati e sono inerbiti a filari alterni; si trovano a un’altitudine di 350 metri sul livello del mare, circondati da foreste e con il fiume Pesa che scorre a poche centinaia di metri più i basso. Tutti questi fattori influiscono sulla creazione di un microclima unico e determinate per i sapori, i profumi e la qualità delle uve.

    La sensibilità, la ricerca e l’esperienza di Michael, lo hanno portato a coltivare i vigneti in modo biodinamico, con un approccio saldamente basato sul pragmatismo, sul buon senso, con poco di spirituale (esoterico). Infatti, in cantina gli interventi sono pochi e selezionati, non c’è chiarificazione o filtrazione, e ci sono al massimo due o tre travasi nella vita del vino. Si usano grandi botti per la maturazione; le botti sono di rovere tedesco e austriaco e vengono acquistate dal famoso bottaio austriaco Franz Stockinger. I vini sono prodotti con l’obiettivo di raggiungere la massima espressi.

  • Il Barolo

    Il Barolo è un vino piemontese simbolo dell’enologia in Italia e nel mondo.

    La terra del Barolo sono le Langhe, in particolare la zona compresa tra le provincie di Cuneo ed Asti, un’area rinomata per i vini eccezionali ma anche per i borghi incantati tutti da scoprire e circondati dalla catena Alpina da Nord, Ovest e Sud.

    La storia del Barolo risale al 1800, anni in cui si comincia ad apprezzare l’uva di Nebbiolo dalle famiglie nobili e dai Reali di Casa Savoia. Ad iniziare il suo successo fu proprio il Conte Cavour, quando, riconoscendone i potenziali, arruola un enologo francese. Verso la fine 1800, il Barolo, inizia ad essere considerato come vino adatto all’invecchiamento e riceve 7 medaglie d’oro al concorso di Vienna. Da questo momento il Barolo inizia ad essere considerato non solo in Italia e Francia ma anche nel resto del mondo.

    Il Barolo si presente di colore rosso granato con riflessi aranciati; al naso è complesso persistente ed intenso. È un vino con una forte personalità, elegante ed equilibrato, che si abbina perfettamente a carni rosse, brasati ma anche formaggi stagionati.

  • Champagne Extra Brut “Le Mont Benoit”

    Il “Le Mont Benoît” è uno Champagne prodotto da Emmanuel Brochet. 

    Di questa tipologia di Champagne Extra Brut si producono solo poche bottiglie, secondo l’attenta e accurata filosofia produttiva dell’azienda.

    Quella di Emmanuel Brochet è un’azienda biologica di Champagne che si sviluppa su collina di soli 2,5 ettari, il Mont Benoit, da un territorio che conferisce grande mineralità agli Champagne.

    Emmanuel Brochet, maestro delle vinficazioni in legno, con una cuvée di dosaggio sempre basso, riesce ad esprimere tutta la materia che le sue vecchie vigne riescono a conservare.

    Un’etichetta che sia la perfetta rappresentazione delle caratteristiche tipiche del territorio. In campagna si utilizzano i protocolli dell’agricoltura biologica, senza ricorrere a sostanze chimiche. Lo Champagne Brochet nasce da uve mature di primissima qualità, da un lavoro di vinificazione e affinamento svolto con precisione e cura artigianale.

    Nel calice ha un colore giallo paglierino, attraversato da un perlage fine e persistente. 

    Il bouquet è intenso ed espressivo, con eleganti profumi floreali, aromi di agrumi, frutta matura, miele, vaniglia, spezie e pasticceria. 

    Al palato è raffinato, con un sorso cremoso e lungo, che si distende armonioso verso un finale fresco e piacevolmente sapido.

  • Podere le Boncie

    Nei pressi di Castelnuovo Barardegna, una delle zone più belle e soleggiate del Chianti Classico, troviamo il Podere Le Boncie.

    Un’area collinare meravigliosa, dal clima mite e ventilato, dove i terreni sono di matrice calcareo argillosa, con presenza di alberese e galestro, ideali per i vitigni. 

    Podere Le Boncie è della viticoltrice Giovanna Morganti che ha ereditato l’azienda dal padre Enzo, enologo molto rinomato negli anni ’50 e ’60. Le Boncie è diventato, con gli anni, sinonimo di resistenza contro l’industria del vino e contro l’idea di sfruttamento intensivo della terra. Tutto ciò perché Morganti predilige un’agricoltura naturale molto legata ai principi della biodinamica. 

    La vinificazione è tradizionale, con fermentazioni spontanee, senza controllo delle temperature e con macerazioni non lunghe.

    Podere Le Boncie del 2018 è un vino rosso rubino, al naso si esprime con i profumi di frutti rossi e note mediterranee. Al palato è carnoso e i tannini sono morbidi e con un’acidità decisa. è ottimo da abbinare a piatti a base di carne, sia con primi che con secondi.